Artista:Pinuccio Sciola

Date:

1942 — 2016, Cagliari

Informazioni:Scultore, Italia

Pinuccio Sciola

Scultore

Biografia

Giuseppe “Pinuccio” Sciola nasce a San Sperate, a pochi chilometri da Cagliari, nel 1942. Portato a termine il Liceo Artistico nella capoluogo sardo, frequenta il Magistero d’arte di Firenze. Dal 1965 segue i corsi di Kokoschka, Vedova, Marcuse e Wotruba presso l’Accademia Internazionale di Salisburgo. Compie quindi viaggi studio in diverse città europee, Madrid e Parigi in primis, e ha l’occasione di conoscere grandi Maestri dell’arte del Novecento, da Manzù a Moore.

Ispirato dai movimenti di protesta giovanile del ’68, al ritorno in Sardegna avvia nel suo paese natale la straordinaria esperienza artistica e sociale dei murales: sull’esempio di Sciola gli abitanti di San Sperate cominciano a dipingere i muri esterni delle proprie abitazioni, trasformando in breve tempo la località in un autentico “paese museo”. L’iniziativa attira l’attenzione dell’Unesco, che nel 1973 lo invita recarsi a Città del Messico per prendere contatto con il muralista Alfaro Siqueiros. San Sperate così diviene celebre tra i più grandi muralisti latino-americani e comincia a richiamare artisti da tutto il mondo.

Grazie alla sua attività di scultore e di promotore della cultura, dell’arte e dei rapporti sociali nella sua terra, Sciola comincia a essere molto noto anche al di fuori della Sardegna. Nel 1976 viene invitato alla Biennale di Venezia, dedicata all’ “Ambiente come sociale”. È l’occasione per far conoscere i cadaveri e gli impiccati in legno, opere di denuncia dal fortissimo impatto emotivo: in polemica con l’organizzazione per lo spazio assegnatogli, le trasferisce e le espone sul selciato di piazza San Marco, destando grande scalpore.

Nei primi anni Ottanta costituisce a San Sperate un Centro Internazionale per la lavorazione della pietra. Nel 1985 partecipa alla Quadriennale di Roma e l’anno successivo espone nelle più importanti città della Germania in una grande mostra itinerante.

Docente all’Accademia di Sassari dal 1990 al 1996, non smette di viaggiare e di esporre, in Italia e a all’estero: al Parco del Castello di Ooidonk in Belgio, al Palace Trianon di Versailles, al Parco del Centro Kunst Project di Barndorf Bei Baden, presso Vienna.

Artista già affermato a livello internazionale, è però agli inizi degli anni ’90 che una geniale intuizione segna la svolta della sua carriera: scopre che la pietra, se opportunamente lavorata ed accarezzata con le mani o con un archetto, è in grado di produrre dei suoni, che variano a seconda della profondità e della distanza dei tagli inferti dalle lame d’acciaio, oltre che del materiale (più sordo il basalto, più melodioso il calcare). La pietra, materiale fino ad allora considerato inerte, diventa elastica, per lo stupore di musicologi di tutto il mondo. Il successo di Sciola diventa planetario: dal 2000 le sue sculture vengono esposte ad Hannover, all’Havana, a Budapest, in Lussemburgo, a Madrid, a Londra.

Nel 2001 Renzo Piano fa collocare una sua opera nel giardino prospicente il nuovo Auditorium della Musica a Roma. Fa seguito nel 2003 la partecipazione a “ItalianFactory”, presso lo spazio Thetis dell’Arsenale di Venezia, mostra collaterale alla Biennale curata da Alessandro Riva. Pochi mesi dopo Sciola espone una nuova serie di monumentali sculture sulla piazza della Basilica Inferiore di Assisi, dove tornerà nel 2008 con I semi della pace.

Nel 2012, in considerazione del suo genio e della sua carriera artistica, il presidente della Repubblica Napolitano lo nomina “Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana”; due anni dopo, nel 450° anniversario della morte di Michelangelo, gli viene conferita a Firenze la medaglia Beato Angelico. Tra le sue ultime attività, la scenografia della Turandot di Giacomo Puccini, all’interno della nuova stagione operistica del Teatro Lirico di Cagliari, e la rassegna Stone Tales nella Basilica di San Pietro in Vincoli a Roma, in occasione della quale suona le sue sculture davanti al Mosè di Michelangelo.

Pinuccio Sciola muore improvvisamente il 13 maggio 2016. Pochi mesi dopo i suoi tre figli danno vita alla Fondazione Pinuccio Sciola, che ha sede presso la sua casa-studio e che gestisce il Giardino sonoro, il museo all’aperto dell’artista.

Pinuccio Sciola